bollino ceralaccato

Deflazione conclamata? Nel dubbio, cosa fare in pratica?

Anche Carlo De Benedetti si dichiara una “voce isolata da due anni” nel paventare una deflazione. Da questo blog ne discutiamo dal 2008, condividendo sia strategie difensive sia azioni “utilitaristiche” per coglierne le Opportunità (ineluttabili in qualsiasi Crisi / Caos!). Cosa fare ora, in pratica?

 

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Il Caos favorisce le menti preparate – Nicola Antonucci (LINK) parafrasando L.Pasteur

Dopo l’annuncio ufficiale del “segno meno” di fronte all’indice dei prezzi, turbando gli schemi mentali di tanti Italiani che lo reputavano impossibile, rimane il dubbio su quanto sia strutturale questa deflazione rispetto a un momento transitorio di crisi profonda – molto profonda…

Sul Sole 24 Ore di domenica 31 agosto 2014, Carlo De Benedetti s’è legittimamente definito una “voce isolata” nel lanciare l’allarme-deflazione già nel 2012.  Ovviamente, non conosce il mio blog che affronta tale scenario insieme alle possibili  strategie difensive e, soprattutto, ad alcune azioni “utilitaristiche” (per coglierne le Opportunità, ineluttabili in qualsiasi Crisi / Caos!) fin dal 2008.  Ma non è momento per antipatici e sterili  “l’avevamo detto”…

E’ invece il momento per affrontare pragmaticamente, e in modo ancora più determinato e fattivo, quanto già condiviso in questi anni, senza dimenticare quanti hanno persino negato la possibilità di uno scenario deflattivo, impedendo quindi reali azioni terapeutiche e incoraggiando ignari e fiduciosi cittadini a investire i loro sudati risparmi in strategie inflazionistiche (beni “rifugio”…).

Nel mio ultimo post del 6 giugno (Deflazione, Draghi e la BCE: ma ancora credi a chi prospetta un rischio da inflazione...?! ) potrai trovare un selezionato elenco di precedenti post e video (sulle implicazioni pratiche di una deflazione su lavoro, donne, banche, giovani, "over", ecc. cliccando qui) che trattano da 6 anni le tematiche più urgenti da perseguire (e che non ripeterò in dettaglio qui, per non punire i lettori più fedeli che li conoscono e applicano molto bene…), quali:

-       Strategie difensive:  “liquidità liquidabile”;

-       azioni “utilitaristiche”: “Liquidity Link” e  Com-unità di investitori come Imm-unità contro la Deflazione.

Per entrambe tali tematiche, potrai trovare nei post del 15 dicembre 2011 (Grande Deflazione = Grande Opport-unità soltanto in… Com-unità!) e del 23 aprile 2012 (Deflazione da sfruttare… con il “Liquidity Link”) una prima utile sintesi.

La mia fede nel monito di L.Pasteur, che amo parafrasare con “Il Caos favorisce le menti preparate!” mi ha condotto anche a scrivere (con Paolo Gila) il libro “New Made in Italy – come usciremo dalla crisi” , proprio per affrontare costruttivamente e ottimisticamente, anche a livello macro-economico e politico, lo scenario deflattivo “a muso duro” , ossia per:

- smettere di negarla, di inibirla, di peggiorarne le conseguenze (come avverrebbe con qualsiasi malattia nascosta…) - drammatiche conseguenze per le quali molti  dovranno essere chiamati a saldare il proprio conto morale e politico con una moderna e complessa Responsabilità Sociale. E, soprattutto, smettere di credere che iniettare ulteriore morfina – opps… -  liquidità, con sofisticate forme di quantitative easing, si dimostri più efficace di un analgesico di fronte a un cancro economico;

- accettarla, lasciando persino che la frase di Mario Draghi “Le SIFI [le grandi istituzioni finanziarie] devono poter fallire, se necessario: in modo ordinato” (frase pronunciata ancora come governatore della Banca d’Italia nel 2010) abbia il suo (de)corso naturale;

- comprenderla, scientificamente, per gestirla al meglio – ma ciò implica comprendere la reale complessità dei sistemi economico-finanziario-sociali attuali e il ruolo di “attrattore caotico” che la deflazione potrebbe avere verso un nuovo equilibrio del sistema (ripeto, se accettata, compresa e gestita scientificamente e senza pregiudizi ideologici o culturali);

- coglierne, con i precedenti presupposti, il valore anche terapeutico oltre a quello inevitabilmente traumatico. La deflazione, proprio per la sua natura complessa di attrattore caotico, e come mostrato graficamente nel libro prima citato, è un grande “rimescolatore” economico-finanziario-sociale;

- superare ciò che è il vero problema di fondo che emerge: la cultura dominante che si è dimostrata ideologicamente / culturalmente:

1.      diffidente verso una visione complessa del fenomeno, e delle sue intrinseche “circolarità” tra tante, troppe, variabili che impediscono di “governare" il fenomeno stesso (N.B.: i fenomeni complessi hanno la innata tendenza a - persino.... - auto-organizzarsi!)

2.      insensibile ai segnali deboli presenti fin dal 2008 finendo inevitabilmente come la famosa “Rana bollita” descritta da Peter Senge;

3.      deterministica (ossia, convinta che alle azioni seguano effetti prevedibili, almeno parzialmente..), ripudiando l’insegnamento del grande economista Friedrich von Hayek che mise sempre i suoi allievi in guardia proprio dalle “conseguenze intenzionali delle azioni intenzionali” (lui, ben prima della teoria della complessità, aveva ben compreso lo spirito più profondo della Complessità!)

OK, so what…?! Che fare ora?!

Partendo dal mio “Giuramento di Rispetto” (Non nuocere!), che deve avere un contraltare in un tuo duale “Giuramento di Rispetto – nei tuoi stessi confronti” (Non devo farmi fregare!), occorre anzitutto (ed è già il 50% del problema, quindi della soluzione…), smettere di seguire chi non paventava uno  scenario deflattivo almeno nel 2012.

L’altro 50% del problema, quindi della soluzione, è iniziare immediatamente, e in modo determinato, ad agire al contrario di quanto lo scenario inflattivo richieda, ossia smettere di investire in beni rifugio (immobili residenziali in primis) per accumulare invece liquidità liquidabile (definita nei post citati).  Ciò, spontaneamente, porterà a connettersi con altri risparmiatori che abbiano ulteriori liquidità liquidabili e/o opportunità di investimento deflattivo (quote societarie, specifiche strutture immobiliari commerciali / produttive che possano beneficiare dalla deflazione, ecc…), creando una più collaborativa, solidale e costruttiva Cultura di Com-Unità che promuovo da anni.

Più in pratica, consiglio la visione di un breve video su "Come investire i risparmi in caso di deflazione"

Più  visionariamente, sul tema di quell’approccio bioeconomico necessario alla progressiva disaffezione occidentale dal monoteismo della Crescita, segnalo il provocatorio e nuovissimo articolo di Andrea Strozzi “La crescita sta per tornare”, in cui – nell’ambito del progetto divulgativo “Low Living High Thinking” – vengono tracciate le linee guida di un pensiero alto, nobilitante e salvifico, con cui guardare al futuro.

 Tanta Crisi, tante Opportunità (persino dalla deflazione !) – come suggerito dall’ideogramma cinese di “Crisi” (Wei-ji = Pericolo + Opportunità):

WeiJi

 

 

Nicola Antonucci

nicola.antonucci@complexlab.it

Financial Coaching
31 agosto  2014

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