bollino ceralaccato

Quantitative easing di Mario Draghi e la prima guerra finanziaria da deflazione

La Svizzera ha dichiarato guerra al sistema finanziario Europeo e, poiché “there’s no free lunch”, ha già accettato il grave costo di aziende svizzere in crisi e di broker internazionali falliti a causa dell’improvvisa rivalutazione del franco svizzero. Meglio questi danni da una guerra finanziaria rispetto a quelli da una guerra militare… Ma perché siamo finiti in guerra (per il momento “solo” finanziaria)?

[per una CONSULENZA ONLINE da parte dell'autore (alcuni slot sono GRATUITI), richiedila a questo LINK]

Il Caos favorisce le menti preparate – Nicola Antonucci (LINK) parafrasando L.Pasteur.

 

A chi ancora dubitasse della deflazione e delle sue conseguenze, soprattutto quando negate o almeno nascoste ai cittadini, suggerisco di analizzare lo tsunami di Corporate bonds,e persino bond governativi, con rendimenti “glaciali”, ossia negativi (vedi grafico de Il Sole 24 Ore a questo LINK).

A chi ancora non volesse capire il significato deflattivo di questi rendimenti negativi, che rendono sempre più strutturale la deflazione stessa, suggerisco di esaminare i “bollettini di guerra” (soltanto finanziari, per il momento): la Svizzera ha dichiarato guerra finanziaria alla Comunità Europea. In altri tempi, ciò che ha fatto la Svizzera, e come l’ha fatto, avrebbe scatenato un bombardamento militare, altroché “soltanto” fallimenti di alcuni brokers internazionali e grida di dolore dei maggiori industriali svizzeri!

Come, e perché, è accaduto?

I patti erano chiari:

La Svizzera deteneva ancora tanti, troppi liquidi che arrivavano “clandestinamente”, attraverso varie forme di evasione, da tutti i Paesi Europei che li reclamavano dietro. La Svizzera ha dunque iniziato ad accettare accordi internazionali per rendere difficile, e persino scoraggiare, l’arrivo di nuovi capitali “in nero”, purché…in cambio di un cambio (scusate il bisticcio) valutario che favorisse le sue Aziende, mediante acquisti di Euro da parte della Banca Centrale svizzera che, vendendo i suoi franchi, garantiva una relativa svalutazione del franco rispetto all’Euro – nei limiti ovviamente concordati tra le Parti (Mario Draghi, governatore della BCE, e il governo Svizzero).

Ma come ogni accordo, esso era sostenibile finché l’Euro non avesse iniziato a svalutarsi (troppo) per rendere le Aziende Europee più competitive sui mercati internazionali, ossia rispetto ad altre valute e anche, essendo i mercati molto interconnessi, rispetto al franco svizzero. Infatti, a ogni riduzione di valore dell’Euro, gli Svizzeri dovevano aumentare l’acquisto di Euro, con contestuale vendita di franchi svizzeri per cercare di mantenere relativamente basso il valore della loro valuta, dissanguando così ulteriormente le casse.

Quindi, già da tempo le azioni verbali e concrete di Mario Draghi (soprattutto con il suo "Whatever it takes!" ) indispettivano gli Svizzeri che vedevano l'Euro, dal giugno 2014, sempre più svalutato sui mercati internazionali, per arrivare infine alla tipica “pallottola impazzita” che fa scoppiare le guerre: il Quantitative Easing di Mario Draghi.

Con il QE, Draghi ha mostrato (lecito chiedersi quanto seriamente...) di voler arginare la temutissima, e negata, deflazione. In disaccordo con il provvedimento la Germania, la quale vorrebbe, per sua ambizione, che la deflazione si estendesse su tutta l’Europa per poterla comprare a metà prezzo, senza dover intraprendere le funeste guerre di una volta.

Ma il QE, con la conseguente immissione di enormi masse monetarie (forse, addirittura, 500 miliardi) non farà altro che svalutare ulteriormente l’Euro.

Gli Svizzeri non sono stati a guardare. Hanno, come nelle migliori guerre (militari e/o finanziarie), fatto saltare il tavolo degli accordi, sbattendosene di tutto e di tutti, persino di molte loro aziende ora in difficoltà, pur di ribadire che:

1)      la Svizzera è uno Stato sovrano e dignitoso che rispetta gli accordi finché gli altri non la prendono per il c… ambio valutario!

2)      La Svizzera ha sempre campato – e bene – sui capitali fuggiti da quei Paesi Europei che ora sono talmente in crisi deflattiva da ricorrere a “mezzi non ordinari” per salvare le loro decennali cattive gestioni;

3)      La Svizzera ha ora pieno titolo per rimangiarsi gli accordi e tornare a essere il Paradiso finanziario di molti cittadini europei.

Prepariamoci: la guerra è iniziata e non finirà presto poiché governanti, politici ed economisti continuano a negare ai cittadini lo scenario della deflazione, delle sue conseguenze e, quindi, anche dei suoi possibili rimedi o, almeno”, ammortizzatori.

La guerra finanziaria farà fallimenti, così come la guerra militare fa distruzioni e morti - ma i morti (ossia i fallimenti) li contano i becchini, non i generali....

Gli Svizzeri sono stati vittime, anche loro, di questa non-cultura finanziaria che vìola il “Giuramento di Rispetto” alla base della Finanza Scientifica: “Non nuocere!”.

Ad maiora!

 

Nicola Antonucci

www.antonuccifinancial.it

nicola.antonucci@complexlab.it

Financial Coaching

26 gennaio 2015

Nicola Antonucci

Nicola Antonucci

  • Azienda: ComplexLab
  • Posizione: Founder
  • Città: Milano
  • Cell: +393488558073
  • Email:nicola.antonucci@complexlab.it
  • Competenze:
    • Business Development - Digital & Traditional
    • Procurement - Acquisti
    • Facility Management
    • Digital & Content Marketing
    • Finanza - trading systems

nicola antonucci ritargliato2Il BLOG di Nicola Antonucci per aiutare Risparmiatori, Investitori e Traders a scegliere consapevolmente e... a non farsi fregare.

CONSULENZA ONLINE (ANCHE GRATUITA)

Pulsante Web Studio

Sei interessato?
Segui questo blog

Ogni volta che verrà inserito un nuovo articolo riceverai una notifica direttamente nella tua casella email.

×