bollino ceralaccato

Chi è un(a) Chief Happiness Officer - Manager della Felicità ?

Chi può efficacemente aiutare aziende che soffrono per il turn-over di talenti e di personale qualificato con crescenti costi e inefficienze nella gestione del personale? Il Counseling (con il Counselor o il Coach) prevede forse competenze in Scienze Cognitive e in Spiritualità Scientifica per sviluppare pragmaticamente il concetto molto complesso di "Felicità" ("Happiness")...?

Happiness for Business

Da molti anni, le Aziende più evolute competono incessantemente su mercati che richiedono continue evoluzioni di competenze complesse e dedicano, pertanto, risorse, attenzione e specifici ruoli manageriali al miglioramento della "Felicità" aziendale per attrarre e trattenere talenti e personale qualificato.

Sono nati quindi ruoli quali il Chief Happiness Officer, o Manager della Felicità, abusando di un termine estremamente generico quale "Felicità" o "Happiness".

Per realizzare qualcosa di attinente a tali termini occorre, come richiesto da un sano approccio scientifico:

Iniziamo!

 Definizione Operativa di Felicità

Su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere! - Ludwig Wittgenstein

Felicità...cos'è? Come chiarisco nel libro "Felicità Sostenibile", occorre distinguere la "Felicità puntuale (o di picco)", relativa al raggiungimento di un risultato (fonte in realtà di infelicità per effetto della ossessiva reiterazione che induce), rispetto alla molto più sana "Felicità Sostenibile", definita come "Il Cammino verso un proprio Orizzonte di Sogno Creatore". In tale libro, infatti, è centrale la funzione del Sogno Creatore - quello a occhi aperti, progettuale, visionario - per una sostenibile Felicità che si rinnovi autonomamente nei momenti di difficoltà o di infelicità, al fine di rimettersi in Cammino. 

Quindi, per una realistica ricerca della felicità sosteneibile, è essenziale partire dalla individuazione dei Sogni Creatori realmente condivisi  in Azienda, attraverso i passi progressivamente pratici declinati in: visioni, obiettivi e progetti

Soltanto Persone che partecipano consapevolmente a un comune Sogno Creatore, o almeno i sottostanti progetti, obiettivi o visioni, possono creare valore proattivamente  - la massima ricchezza di un'Azienda!

 Contesto operativo di un Chief Happiness Officer / Manager della Felicità

Ogni verità, legge, funzione è valida soltanto nel contesto nel quale viene definita e applicata - al di fuori crea danni!  

Un(a) Chief Happiness Officer / Manager della Felicità può essere efficace per la "Felicità" aziendale, ossia per il benessere operativo, gestionale ed economico (bottom line) soprattutto in contesti di competenze complesse, ossia contesti che richiedono alle Persone di evolvere continuamente per adattarsi a sempre più rapidi e imprevedibili (quindi complessi!) cambiamenti del mercato, delle tecnologie, delle normative.

Tali Persone, in condizioni di una anche lieve infelicità, non potranno avere quel surplus di energie cognitive e fisiologiche necessarie per essere persistentemente proattive, creative e realizzative, sprecando così il loro enorme potenziale di valore aggiunto assolutamente necessario per una sana economia della felicità. Il vero vantaggio della felicità consiste proprio nella accresciuta produttività e realizzazione di idee che solo questo surplus di energie cognitive e fisiologiche può permettere.

Inoltre tale vantaggio si traduce anche in minore turn-over di talenti e di personale qualificato con minori oneri e inefficienze nella gestione del personale

E' importante infine sottolineare che il contesto nel quale tali Persone devono poter lavorare è caratterizzato da notevole complessità, ossia scientificamente connotato da: imprevedibilità, continui cambiamenti di scenari, emersione di aspetti non immaginati anche pochi anni prima e soprattutto... sorprese! 

..Chi è un Chief Happiness Officer / Manager della Felicità

Sii il cambiamento che vuoi vedere in  Azienda - parafrasando Mahatma Gandhi

Per indurre Persone con Competenze complesse a partecipare proattivamente a un comune Sogno Creatore aziendale, non basta che il Manager della Felicità sappia cosa fare ma deve avere vissuto sulla propria pelle lo specifico know-how  (il sapere come) applicato nel contesto aziendale da "curare", altrimenti si creano reazioni negative nei confronti persino di ottimi consulenti esterni (docenti, psicologi, psicoterapeuti, formatori...) che però  hanno vissuto personalmente altri contesti .

Al fine di "essere il cambiamento" e diventare così un esempio pragmatico dei cambiamenti culturali  e cognitivi da indurre, occorre avere già "mangiato, bevuto, respirato" un contesto aziendale. D'altra parte, chi ha invece vissuto a lungo in ambiti aziendali per poi convertirsi al Counseling in ruoli di Counselor o di Coach, spesso deve però ancora "mangiare, bere, respirare" concetti di crescente complessità a partire dalla memetica e dai neuroni specchio, passando per i sistemi complessi e frattali, per arrivare a una moderna Spiritualità Scientifica al fine di  comprendere a fondo le più sottili, seppure "fisiche",  Connessioni della Realtà.

Questo/a "Chi" non avrà quindi un suo "segreto della felicità" da inoculare in tante Persone impegnatissime nei loro quotidiani compiti, ma deve sapere come farla emergere da un contesto aziendale che è (anche) un "Sistema Cognitivo" costituito dalle Connessioni complesse di Competenze molto dinamiche. Una sorta di "musicista" che sa quali "corde" cognitive, comunicative, operative, procedurali toccare e, soprattutto, come e quando.

Le Persone più adatte a tale ruolo di CHO/MdF devono sapere come applicare le fondamentali scoperte più recenti delle Scienze Cognitive:

  • neuroni specchio (scoperti dall'italiano Giacomo Rizzolatti)
  • memi (metaforicamente, "virus mentali"; teorizzati per primo da Richard Dawkins)
  • libero arbitrio (con gli studi illuminanti di Benjamin Libet)

No Competenze di Scienze Cognitive...? No Chief Happiness Officer / Manager della Felicità!

Le Persone più adatte a tale ruolo devono, inoltre, avere ben presente cosa sia un contesto complesso e come agire e relazionarsi in esso sulla base di nuove e scientifiche Competenze Complesse necessarie per una moderna competizione, ossia:

  • saper immaginare (non prevedere!) scenari possibili prima e meglio di altri!
  • saper "cavalcare" (non prevedere!) scenari, eventi, situazioni, cambiamenti sempre nuovi!

La moderna Competizione si vince con Competenze Complesse.

Allora sì! che l'Azienda diventerà un coerente e risonante "coro" di complesse Competenze ben focalizzate al Sogno Creatore aziendale e, quindi, alla Felicità aziendale!  E...  vincere!

Ad maiora!

Nicola Antonucci

skype: nicolaantonucci

 

 

 

Nicola Antonucci

Nicola Antonucci

  • Azienda: ComplexLab
  • Posizione: Founder
  • Città: Milano
  • Cell: +393488558073
  • Email:nicola.antonucci@complexlab.it
  • Competenze:
    • Business Development - Digital & Traditional
    • Procurement - Acquisti
    • Facility Management
    • Digital & Content Marketing
    • Finanza - trading systems
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